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Quesito

Mi servirebbero riferimenti di giurisprudenza e dottrina relativi all'accertamento
su conti-correnti bancari ai fini delle Imposte sui Redditi e dll'I.V.A.
Grazie,
aurora86.

Risposta

Pur essendo un p˛ troppo vago il quesito proveremo a risponderLe.
Le norme tributarie prevedono l'accertamento dei "redditi presunti" divisi in Categorie,(art.6c.1,DPR N.917/86). Alla lettera b) di tale comma Ŕ prevista la categoria dei redditi di capitale
tra questi gli interssi che frutta un qualunque conto corrente bancario
nella misura contratta e maturata in ogni periodo di imposta (art. 42 citato DPR 917/86)
la tassazione di detti interessi,ai fini irpef,avviene mediante "ritenuta" fissata nella misura del 27%,(art.26,c.2 DPR N.600/73)
(D.LGS N.461/97)con queste diversitÓ:
1)a "titolo di imposta"
nei confronti delle "persone fisiche private" che, pertanto, non sono tenute a dichiarare tali interessi su UNICO
2)a "titolo di acconto"
nei confronti delle SocietÓ di Capitali (SPA,SNC,SRL ecc.);in tal caso,quindi, la SocietÓ,se distribuisce utili, deve certificare la quota di ritenuta d'acconto, che il singolo socio ha diritto di dedurre.
Norme particolari sono previste per i non residenti:
D.M. 4-9-96. Interssante Ŕ il caso in cui il sostituto (banca ecc) effettui la ritenuta, ma non il versamento all'Erario
si veda art.14 DPR n.602/73 iscrizione a ruolo a carico del sostituto stesso,ma non a carico del sostituito:
costui potrÓ dedurre la ritenuta soltanto
se questa Ŕ rimasta effettivamente a suoi carico (Cass.I^-n.7251/94),anche nel caso in cui non sia stata rilasciata certificazione di cui all'art.7/bis DPR 600/73. Sul punto l'Amm. Fin. non concorda.

Dott.re Filippo Spina
consulenze tributarie

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